La Massese rischia di scomparire?
La Massese rischia di scomparire? È l’inquietante titolo di un articolo comparso ieri sul quotidiano La Nazione che riportiamo integralmente.
Foto da pagina Facebook IO TIFO MASSESE
C’è futuro per la Massese? La principale società di calcio della città è arrivata ad un bivio e rischia seriamente di scomparire. La partita giocata domenica a Carrara (e bene) potrebbe essere l’ultima della squadra bianconera i cui giocatori, esacerbati da tre mesi nei quali sono stati lasciati a loro stessi e non hanno ricevuto alcun emolumento, hanno deciso di fermarsi. Il gruppo si ritroverà stasera al campo di Poggioletto, ma non per allenarsi. Piuttosto per sperare di avere un confronto che possa fare chiarezza sul futuro.
La situazione a livello societario rimane surreale. A luglio l’azionista unico della Massese Antonio Gerini si è accordato con alcune persone di Brescia per cedere le quote della Massese. È stato firmato un accordo privato per la cessione del club che, ad oggi, non è ancora stato formalizzato alla Camera di Commercio. Nel frattempo Fabio Sguerzo, in qualità di amministratore delegato pro tempore, ha iniziato l’ordinaria amministrazione di una società che federalmente ha ancora Gerini come presidente. Tra dichiarazioni d’intenti, promesse di ingressi di soci e arrivo di sponsorizzazioni si è arrivati a metà ottobre senza che accadesse nulla.
Domenica scorsa, a fine partita, è stato l’allenatore in seconda e preparatore atletico Paolo Moretti a metterci la faccia davanti ai microfoni di Umberto Meruzzi di Quotidiano Apuano. Parole che ha ripetuto anche alla stampa. “Stiamo vivendo una situazione allucinante – ha detto –. Non abbiamo una società, non esiste una proprietà. Ci siamo allenati e siamo andati avanti sinora grazie all’ospitalità altrui ed a persone di Massa che stanno dando una mano gratuitamente. Da questa società non è stato investito nulla nella squadra. I ragazzi ancora non hanno percepito niente e stiamo parlando di compensi di 200, 300 e 400 euro. Le persone che odiano il calcio e lo fanno solo per un interesse personale devono stare fuori da questo mondo. Abbiamo avuto difficoltà anche a comprare una crema per fare i massaggi. Ci sono voluti quattro mesi perché arrivasse un completino da gara. Il calcio non si fa così. Se non ci sono i soldi non si prende una società. Questi fantomatici proprietari devono restare in Lombardia. Non vogliamo più essere presi in giro. Questo è un gruppo di ragazzi eccezionali a cui, però, è stata tolta la dignità. Non è stato pagato neanche un albergo ed è stato consentito a tre ragazzi di dormire negli spogliatoi. Ora vogliamo chiarezza ed il pagamento di quanto dovuto. Siamo tutta gente che ha famiglia e non possiamo più continuare a fare questi sacrifici. Non ci sono le condizioni per andare avanti. Se mi vogliono esonerare si accomodino pure ma mi sto chiedendo chi lo farà visto che non abbiamo una proprietà. Da questo discorso lascio fuori il direttore Barcellandi, che ha commesso solo l’errore di credere a persone che hanno detto solo cavolate e ad un progetto che non esiste ma ha lavorato tutta l’estate, e il mister Barbieri, anche lui di Brescia, che è l’unico che sta provando a trovare delle soluzioni”.
Lo scenario al momento in casa Massese resta molto incerto e frammentario. Un gruppo di ultras in settimana aveva interrotto il consiglio comunale chiedendo aiuto alle istituzioni. Bisogna capire se l’amministrazione farà davvero qualcosa o lascerà la Massese al suo infausto destino. Sullo sfondo rimane il ’comandante’ Gerini che in caso di dimissioni di Sguerzo, rimasto l’unico referente bresciano visto che Maurizio Imperiale si è dimesso qualche settimana fa, si ritroverebbe, suo malgrado, al timone. In questo caso il suo intendimento sarebbe quello di riadoperarsi per la cessione della società ma questo potrebbe comportare anche un suo momentaneo ’traghettamento’.
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