app almanacco

Eccellenza - La Pontremolese festeggia Cento Anni di Storia!

Quella di oggi è la giornata dove si celebra la Pontremolese. 100 anni di storia, di uomini che, nel segno dell’amore per lo sport e per il calcio, hanno disegnato una lunghissima parabola che senza discontinuità ha raggiunto il giorno d’oggi, lasciando un solco indelebile nella comunità pontremolese, fra momenti di giubilo e altri di patimento e scoramento. La Pontremolese nasce come Polisportiva, si praticano anche altri sport, il calcio all’epoca degli anni 20 non è lo sport principale dello stivale. I primi campi sono quelli dei Cappuccini e dell’Oratorio Leone XIII. Pionieri i fratelli Mascagna, che tracciano le basi per il cammino. Poi la guerra che tutto sopisce, la rinascita, personaggi epici come Cecco Albertosi, padre del mito Enrico che farà il suo esordio azzurro nei primi anni 50 per poi spiccare il volo, Errico Tassi, a sua volta genitore di un fulcro della Pontremoli sportiva come Piergiacomo “Cio”, e poi i fratelloni De Negri, Sperindè e Armanetti. Con il nuovo campo in Verdeno il calcio prende la spinta decisiva: amichevole di lusso con l’Inter di Bearzot nel 1950, i “regni” dei presidenti Bertinelli e Poletti sono fra i più positivi dell’epoca. Calcano i campi giocatori che hanno fatto la storia azzurra come Luciano Necchi Ghiri, poi anche Presidente, Fanti, Bozzoli, i Lucii, Botto e Molinari. Gli anni 60 sono difficili, senza campo sportivo bisogna emigrare, ospiti del Villafranca. Si affacciano al mondo azzurro altri importanti figure come i fratelli Borzacca, Zani, Benacci, Pinotti, Bellotti e poi Franco Amorfini e Antonio Della Bartolomea, oggi pietre angolari della società. Gli anni 70 portano in dote l’era Italo Landi - Pasquino Tarantola, ancora oggi valutata come vero fiore all’occhiello della storia azzurra e che ha visto una squadra completamente indigena dare spettacolo sui campi della Toscana. Fra i protagonisti ricordiamo chi purtroppo non c’è più come Franco Capiferri e Nene Romiti. Finita l’era con l’ex capitano della Massese Tarantola tocca a Pierangelo Della Catta, oggi riferimento per la scuola calcio, ricostruire con i giovani che ha cresciuto con cura nel settore giovanile ricostruito: Gussoni, i fratelli Bardini, Bassi, Stefano Bertolini, Lombatti, Bertoncini, Bernardini, Neri, Cervara, D’Angelo e Beghini (oltre 250 gol), questi ultimi due anch’essi oggi al centro del progetto azzurro, fino a dare il via all’epoca segnata da Riccardo Capiferri, capitano e vero simbolo della rinascita azzurra sino alla conquista, con Giorgio Gabelloni, della Prima categoria e della Promozione e poi in ’Eccellenza con presidente Del Fraro, area tecnica Cesarone Crocetti, allenatore  Tiziano Cassiani, preparatore atletico il biomeccanico Nanni Bisciotti, giocatori di grande spessore come l’attuale responsabile del settore giovanile Luca Lecchini, Samuele Musetti, tecnico degli Allievi, i fratelli Pasquini, Mandato, Magazzù, Amato, Buccellato, Crocetti, Segalini, Salvetti, Mariani ed altri pontremolesi doc come Cesare Sozzi, Guido Cocchi, oggi centrali al progetto e Daniele Maraffetti. Poi l’era delle fusioni, di progetti falliti, il periodo di stabilità con il presidente Pietro Rizzi e infine, l’ambizioso progetto in atto con Piergiorgio Aprili, che con il duo Ruvo-Giuntini, ha riportato l’azzurra in Eccellenza e ricostruito in modo efficace il settore giovanile e la scuola calcio, subito diventata d’ Elite e fiore all’occhiello del panorama calcistico provinciale. Ci dicono che non finirà qui, perché l’organizzazione, le motivazioni e lo spirito di crescita che si respira nell’ambiente dell’Azzurra è davvero qualcosa che non passa inosservato, anche fra momenti di discussione e di confronto anche acceso ma il tutto, sempre indirizzato al bene di questa preziosa risorsa della città del Libro e della LunigianPalla.
Enrico Baldini